Deflorian / Tagliarini - Reality a materia prima 2016
17608
portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-17608,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.1.2,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.1,vc_responsive
  • Reality_Deflorian Tagliarini
  • Reality_Deflorian Tagliarini

About This Project

Deflorian / Tagliarini

Reality

Giovedì 10 Marzo
h 21.00
Teatro Cantiere Florida

Via Pisana, 111r Firenze

055 7135357

prenotazioni@teatroflorida.it

Reality è uno spettacolo a partire dal reportage di Mariusz Szczygieł “Reality”
ideazione e performance Daria Deflorian, Antonio Tagliarini
disegno luci Gianni Staropoli
consulenza per la lingua polacca Stefano Deflorian, Marzena Borejczuk, Agnieszka Kurzeya
collaborazione al progetto Marzena Borejczuk
organizzazione Anna Pozzali
comunicazione PAV
promozione e distribuzione internazionale Francesca Corona
produzione A.D., Festival Inequilibrio/Armunia, ZTL-Pro
con il contributo della Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali
in collaborazione con Fondazione Romaeuropa e Teatro di Roma

Realtà, reality senza show, senza pubblico. Essere anonimi e unici. Speciali e banali. Avere il quotidiano come orizzonte. Come Janina Turek, donna polacca che per cinquant’anni ha annotato minuziosamente ‘i dati’ della sua vita: quante telefonate a casa aveva ricevuto e chi aveva chiamato (38.196); dove e chi aveva incontrato per caso e salutato con un ‘buongiorno’ (23.397); quanti appuntamenti aveva fissato (1.922); quanti regali aveva fatto, a chi e di che genere (5.817); quante volte aveva giocato a domino (19); quante volte era andata a teatro (110); quanti programmi televisivi aveva visto (70.042). 748 quaderni trovati alla sua morte nel 2000 dalla figlia ignara ed esterrefatta. Mariusz Szczygieł (autore di uno dei più sorprendenti libri di storia degli ultimi anni, “Gottland”) scrive nel reportage che ci ha fatto scoprire questa storia «Nella routine quotidiana succede sempre qualcosa. Sbrighiamo un’ infinità di piccole incombenze senza aspettarci che lascino traccia nella nostra memoria, e ancor meno in quella degli altri. Le nostre azioni non vengono infatti svolte per restare nel ricordo, ma per necessità. Col tempo ogni fatica intrapresa in questo nostro quotidiano affaccendarsi viene consegnata all’ oblio. Janina Turek aveva scelto come oggetto delle sue osservazioni proprio ciò che è quotidiano, e che pertanto passa inosservato».
Nessuno stupore se una scelta del genere la fa un’artista visiva come Sophie Calle, in fondo niente di diverso delle opere immaginate da Michel Houellebecq nel suo ultimo libro, “La carta e il territorio” dove il protagonista passa quindici anni a filmare dettagli casuali del fogliame intorno a casa. Quello che mette uno strano brivido addosso nello scorrere la vita nei dettagli di questa anonima casalinga di Cracovia, è che non è un’opera artistica, non è un paradosso intellettuale, non è rivolto in nessun modo ad un pubblico. Per sua scelta personale, aveva cominciato intuitivamente a nobilitare il proprio trantran quotidiano. Perché?
 Nel 2008 per “Rewind”, omaggio a “Cafè Müller” di Pina Bausch abbiamo avuto come ‘oggetto’ lo spettacolo della coreografa tedesca, l’anno successivo abbiamo incentrato il lavoro “from a to d and back again” attorno alla ‘filosofia di Andy Warhol’. Per noi partire da quest’opera colossale e misteriosa che sono i quaderni di Janina Turek è un passo naturale. Non si tratta di mettere in scena o di fare un racconto teatrale attorno a lei, ma di dialogare con quello che sappiamo e non sappiamo di Janina e di creare una serie di corto circuiti tra noi e lei e tra noi e il pubblico attorno alla percezione di cosa è la realtà.

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini sono autori, registi e performer che dal 2008 cominciano un’intensa e assidua collaborazione dando vita a una serie di importanti progetti teatrali. Il primo lavoro nato da questa collaborazione è Rewind, omaggio a Cafè Müller di Pina Bausch (2008). Nel 2009 portano in scena un lavoro liberamente ispirato alla filosofia di Andy Warhol, from a to d and back again. Tra il 2010 e il 2011 lavorano al Progetto Reality che, a partire dai diari di una casalinga di Cracovia, ha dato vita prima all’installazione/performance czeczy/cose (2011) e poi allo spettacolo teatrale Reality (2012). Per questo lavoro Daria Deflorian ha vinto il Premio Ubu 2012 come miglior attrice protagonista. Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni ha debuttato al Festival RomaEuropa nel 2013 e vede in scena anche Monica Piseddu e Valentino Villa. Questo lavoro ha vinto il Premio Ubu 2014 come miglior novità drammmaturgica. Tre dei loro testi sono stati raccolti in un volume, Trilogia dell’invisibile (Titivillus 2014).

Category
Deflorian / Tagliarini
Tags
materia prima 2016