Un eschimese in amazzonia — murmuris
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The Baby Walk

Un eschimese in amazzonia

Giovedì 08 marzo - h 21.00

Spettacolo Vincitore Premio Scenario 2017

Ideazione e testo Liv Ferracchiati
Scrittura scenica di e con Greta Cappelletti, Laura Dondi, Liv Ferracchiati, Giacomo Marettelli Priorelli, Alice Raffaelli
costumi Laura Dondi
luci Giacomo Marettelli Priorelli
suono Giacomo Agnifili
organizzatrice di compagnia Sara Toni
ufficio stampa Roberta Rem
progetto compagnia The Baby Walk
produzione Teatro Stabile dell’Umbria / Centro Teatrale MaMiMò / Campo Teatrale / The Baby Walk
In collaborazione con Residenza Multidisciplinare Presso CAOS – Centro Arti Opificio Siri Terni

Paul B. Preciado, filosofo e tra i più importanti esponenti di studi di genere e politiche sessuali, sostiene che la cosa importante sia opporsi alla standardizzazione che identifica come patologia quello che non si riconosce, tutto il resto non è che una tassonomia, un sistema di classificazioni.

In altre parole dice che l’identità di genere, quindi il transgenderismo o il cisgenderismo, non sono poi così interessante.
Un eschimese in Amazzonia pone al centro il confronto tra la persona transgender1 (l’Eschimese) e la società (il Coro), fino ad arrivare al paradosso che l’Eschimese si stanca di raccontare sé stesso. La società segue le sue vie strutturate e l’eschimese si trova, letteralmente, ad improvvisare, perché la sua presenza non è prevista.

Il Coro parla all’unisono, attraverso una lingua musicale e ritmata, quasi versificata, utilizza una gestualità scandita, dando vita ad una società ipnotica, veloce, superficiale, a rischio di spersonalizzazione.
La logica con cui si struttura il lavoro è quella del “link web”, il nonsense manovra le connessioni e la fruizione è fulminea, incoerente, non approfondita.
Anche l’Eschimese è parte degli stessi stereotipi della sua contemporaneità, anzi nella sua stand up comedy è personaggio autentico proprio perché vive e rappresenta la propria inautenticità di abitante del Villaggio Globale.
Si sforza di avere una visione soggettiva, ma anche la sua è, a ben guardare, infarcita di luoghi comuni e spersonalizzata.

Il comico nasce anche dal mettere in rilievo quelle dinamiche che rendono l’essere umano marionetta, macchina, ovvero un essere sociale, un essere già giocato dalla cultura.

Un eschimese in Amazzonia è una citazione dell’attivista e sociologa Porpora Marcasciano che evidenzia l’incapacità della società di andare oltre il modello binario di sesso/genere, omosessuale/eterosessuale, maschio/ femmina e che quindi racconta la compromissione di uno di un percorso di vita che potrebbe essere dei più sereni e tranquilli.
La ricerca dei materiali per questo progetto inizia nel 2013 e ha collezionato interviste a molti uomini transgender, a studiosi, a scienziati e a persone qualsiasi che non sapevano assolutamente nulla sull’argomento.

Un o una transgender è una persona la cui identità di genere non è coincidente con il proprio sesso anatomico, in questo caso parliamo di una persona il cui corpo è femminile, ma la cui identità di genere è maschile.

Motivazioni della giuria
Premio Scenario 2017

Il confronto fra la persona transgender e la società fa propria la metafora dell’Eschimese in Amazzonia, alla quale lo spettacolo dà corpo e voce. Da una parte la presenza imprevista che sfida le regole e impone uno spostamento dello sguardo, raccontandosi con disarmante naturalezza. Dall’altra parte il coro ritmato e  incalzante della collettività, che vuole risposte certe ed esprime nel meccanismo del link web il naufragio del pensiero. Un lavoro che colpisce per la scelta di una narrazione che rinuncia ai codici interpretativi per raccontare con ironia e delicata
sfrontatezza una tematica alla quale aggiunge nuove risonanze.

Per info e prenotazioni

Teatro Cantiere Florida
Via Pisana, 111r – Firenze

+39 055 71 35 357
+39 055 71 30 664

cantiere.florida@elsinor.net
prenotazioni@teatroflorida.it

www.teatroflorida.it